Rimedi - L’asportazione delle emorroidi e l’intervento chirurgico

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La persistenza della sintomatologia e il notevole disconfort trovano il più delle volte soluzione con l’ intervento chirurgico.

In genere, i pazienti sottoposti ad intervento di anopessi secondo Longo non necessitano di antidolorifici nel periodo post-operatorio ed anche la defecazione avviene senza dolore. Per posticipare l’intervento chirurgico vero e proprio, se necessario, si può ricorrere a procedure ambulatoriali (come legature elastiche, scleroterapia), che devono essere considerate trattamenti con effetto temporaneo. La procedura ha un tasso di recidiva molto basso, ma è gravata da dolore e bruciore locale nei primi giorni post operatori, anche molto intensi specie in corrispondenza della defecazione. I rischi e le complicazioni comprendono quelli legati all’anestesia e quelli relativi a qualsiasi tipo di intervento chirurgico. La formazione di coaguli di sangue nelle gambe si mostra di solito un paio di giorni dopo l’intervento chirurgico; essa causa gonfiore alla gamba e molto dolore . Alzarsi dal letto poco dopo l’intervento chirurgico può aiutare a diminuire il rischio. Alcuni dei rischi sono previsti in qualsiasi tipo di intervento chirurgico. Evitare di sottoporsi ad esercizi fisici e/o sforzi eccessivi nella prima settimana dopo l’intervento (riposo assoluto). Seguire scrupolosamente il programma di visite mediche di controllo ( di solito programmate per il 7°,15°, 30° e 45° giorno dopo l’intervento) ed attenersi alle prescrizioni del Chirurgo.

Intervento chirurgico per le emorroidi

  • Routine ematochimica chirurgica
  • Visita anestesiologica
  • Rx Torace (in casi selezionati)
  • Accertamenti specifici per singolo paziente per valutare il rischio operatorio in caso di malattie associate.
  • Raccolta del consenso informato

I tempi di caduta sono di circa 710 giorni a seguito dei quali i problemi dovuti alla patologia scompaiono del tutto.

Tale intervento ha una convalescenza particolarmente lunga, dalle 4 alle 6 settimane ed è inoltre molto doloroso, per questo è preferibile evitarlo a meno di emorroidi particolarmente gravi. Sono stato operato il gg 10-01-2012 di prolasso e di emorroidi di II grado con il metodo Longo. Poche ore dopo normale attività intestinale con dolori molto ridotti post defecata rispetto ai giorni prima. Vorrei capire se questo quadro è normale o richiede degli approfondimenti in quanto i tempi di recupero millantati dalla tecnica Longo dovevano essere molto inferiori. Mi sa dire in quanti giorni (oggi è il 5° post intervento) i dolori cesseranno? Comunque per qualche tempo assuma qualche antidolorifico che aiuterà i primi giorni post intervento. - avverto post defecata un dolore simile a quello provocato dalle emorroidi (quando le avevo) piu’ o meno la stessa sensazione e lo stesso dolore quando attendevo che rientrassero. Mi spiace disturbare ma vorrei capire se è una situazione normale post intervento : ricordo che sono stato operato il 10-01. Sono un po’ gu’ vista le difficolta post intervento: non so se fidarmi e ansare che si risolverà oppure rassegnarmi al fatto che il problema non è risolto.

L’intervento chirurgico alle emorroidi non va preso alla leggera

  • Infezione a livello cutaneo.
  • Sanguinamento, durante o dopo l’operazione, che può richiedere un’altra operazione.

un paziente impaurito medico [#11] dopo 33 minuti 40% attività 16% attualità 16% socialità Deve avere pazienza perché si stabilizzino i processi di consolidamento delle sedi di intervento.

Avrei bisogno di un vostro parere un pochino più’ chiaro e approfondito sui problemi post intervento con metoso longo. La diagnosi si basa essenzialmente sui seguenti sintomi: sanguinamento, fuoriuscita delle emorroidi (prolasso), senso di fastidio anale, perdita di muco e dolore. Gli interventi ambulatoriali generalmente sono di breve durata (1020 minuti); nel caso di Milligan-Morgan (asportazione delle emorroidi) l’intervento dura 3040 minuti e la Metodica THD prevede circa 40 minuti. La causa principale della malattia emorroidaria è il prolasso mucoso del retto (uno scivolamento dello strato superficiale su quello più profondo) che determina la fuoriuscita delle emorroidi verso l′orifizio anale. La chirurgia, sino a pochi anni orsono, si occupava dell′effetto e cioè asportando le emorroidi (intervento di emorroidectomia, molto doloroso e che può comportare l′insorgenza di recidive). Quanto dura la convalescenza dopo l′intervento chirurgico alle emorroidi? La convalescenza dura circa 1 o 2 mesi, a seconda della complessità, dopo l’intervento Milligan Morgan e circa 710 giorni dopo l’intervento con Metodica THD. Si opta per l’intervento chirurgico per diminuire la pressione del legamento sul nervo mediano. L’intervento dura al massimo 30 minuti, viene eseguito con anestesia locale e fatto in ambulatorio o day hospital.

Quali sono le cause per problemi post intervento di asportazione di polipi ed emorroidi?

  • Sanguinamento;
  • Prurito;
  • Bruciore;
  • Muco;
  • Incontinenza o ostacolo;
  • Crisi dolorose;
  • Defecazione incompleta;
  • Feci sottili, o a pezzi, o caprine;
  • Anemia, anche grave.

Anche questo tipo di operazione viene eseguito in anestesia locale.

27/05/2014 Per saperne di più: La legatura emorroidi è un trattamento indicato principalmente per i casi di emorroidi di secondo grado sostituendo così la procedura di un intervento chirurgico. Oltre che essere il metodo maggiormente utilizzato per il trattamento delle emorroidi, è anche molto semplice e sicuro. Per fortuna, ci sono dei validi trattamenti che possono eliminare e prevenire il problema in modo naturale e senza intervento. Ti consigliamo; “Gentili Dottori, ho subito, un mese fa, un intervento chirurgico con asportazione di 3 polipi, emorroidi di II grado, alcuni noduli e mucosa rettale prolassata nel retto. L’intervento è stato delicato ed il decorso post operatorio piuttosto disagevole. A differenza della legatura elastica, l’operazione chirurgica per l’asportazione delle emorroidi si effettua sotto anestesia generale o spinale. Dopo l’operazione e la degenza in ospedale, se non si è scelto il day hospital, restano da eseguire le medicazioni, molto importanti per la riuscita dell’intervento. Dopo più di 15 anni di convivenza con le emorroidi ho deciso di affrontare l’intervento poiché negli ultimi mesi i sanguinamenti erano diventati importanti. Difatti, questo intervento presenta dei rischi e non sempre riesce al meglio… Nel complesso, il trattamento per le emorroidi prevede tre soluzioni.

L’asportazione delle emorroidi e l’intervento chirurgico

È dunque davvero importante riflettere adeguatamente prima di decidere per un intervento chirurgico.

Basta leggere un po’ di testimonianze online per rendersi conto che l’intervento chirurgico alle emorroidi non va preso alla leggera. Certo, la maggior parte degli interventi ha esito positivo; tuttavia, i tempi di convalescenza per questo tipo di operazione sono spesso lunghi. I primi giorni dopo l’intervento sono, però, molto dolorosi. Dopo sei settimane dall’intervento per emorroidi interne/esterne + ragadi anali (tramite sfinterotomia), persiste il dolore prima, durante e dopo la defecazione; a volte ho anche delle perdite di sangue. Oltre al tipo di intervento subito, per essere più completo puoi indicare il grado di emorroidi, il livello di dolore, e quanto sei soddisfatto dei risultati. Università Gemelli – Roma Il metodo THD è un trattamento chirurgico della patologia emorroidaria, alternativo rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali. L’emorroidopessi secondo Longo, nata nel 1993, non è una reale escissione delle emorroidi, ma un metodo per correggere il prolasso mucoso associato alle emorroidi. Eccezionalmente si può verificare un restringimento del retto che necessita di dilatazioni o di intervento chirurgico. Il tempo necessario per riprendere la propria attività lavorativa è molto variabile e dipende dal tipo di lavoro, dal tipo di intervento subito e dalla comparsa di eventuali complicanze. Sono invece da evitare, fino alla guarigione delle ferite perianali, il nuoto, il ciclismo e la guida di auto o moto.Le emorroidi possono tornare? Chiusura della PPH e sezione del prolasso anteriore.Si ripete la stessa operazione sul prolasso posteriore.Risultato a fine intervento. Intervento di DelormeLa tecnica consiste nella resezione della mucosa rettale circonferenzialmente separandola dallo strato muscolare sottostante. Quando si può riprendere il lavoro?I tempi di guarigione della ferita dipendono dalla loro estensione e dalla qualità delle medicazioni. Per il III°, IV° grado e per il prolasso rettale, l’intervento chirurgico rappresenta l’unica soluzione. Dopo l’intervento il dolore, molto più spesso solo un disagio, è infatti minimo e dura pochi giorni oppure, spesso, è assente.