Rimedi - Intervento di emorroidi con metodo Longo

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Cara Signora Silvana, molte persone sottoposte ad intervento di Longo, nel postoperatorio, lamentano un dolore pelvico cronico.

La scelta della tecnica più idonea alla risoluzione della malattia emorroidaria è conseguente alle caratteristiche del prolasso e alla presenza o meno di una sindrome da defecazione ostruita. L’intervento chirurgico ha lo scopo di rimuovere l’eccesso di tessuto che causa sia il sanguinamento che il prolasso di mucosa rettale. E’ importante sottolineare che non viene più applicato il tampone dopo nessun tipo d’intervento chirurgico neanche dopo quello tradizionale sopracitato. Infatti, mentre fino allora si era cercato il modo migliore di asportare le emorroidi, con la tecnica PPH esse vengono semplicemente riportate nella toro sede anatomica naturale e fissate stabilmente. Il metodo THD è un trattamento chirurgico della patologia emorroidaria, alternativo rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali. I pazienti sono trattati con una tecnica innovativa: i rami dell’arteria emorroidaria superiore vengono individuati tramite guida doppler e successivamente legati per far diminuire l’iperafflusso arterioso ai cuscinetti emorroidari. Questa tecnica è molto invasiva e consiste nella che sono una parte strutturale e funzionale del nostro organismo. Questo intervento è il meno incasivo dei tre, perché non asporta nessun tipo di tessuto ma si limita a suturare l’arteria che porta il sangue alle emorroidi. In caso di prolasso poi si può procedere alla sua riduzione nel corso dello stesso intervento chirurgico.

Intervento chirurgico per le emorroidi

  • incisione e drenaggio della cavità ascessuale eventuale cura, se possibile, della fistola associata (fistulotomia, fistulectomia)

È questa la ragione per cui è necessario, prima di sottoporsi ad intervento di emorroidi, verificare se il prolasso emorroidario è associato al prolasso rettale o al rettocele.

4) Quali sono a oggi le indicazioni circa la necessità di un intervento chirurgico? Il prolasso delle emorroidi è una patologia che progredisce, pertanto l’indicazione all’intervento l’intervento con tecnica appropriata cura entrambi i disturbi. Essendo l’ideatore della tecnica “Longo” che è diventata la tecnica più diffusa al mondo, devo Per rispondere L’Emorroidopessi è una recente tecnica chirurgica che corregge e riposiziona il tessuto in eccesso senza asportare le emorroidi. Emorroidi Le emorroidi sono cuscinetti venosi che si ingrandiscono all’interno del canale anale e possono provocare fastidiosi problemi quali: prurito, dolore, emissione di sangue e protrusione all’esterno. E’ sempre presente un prolasso della mucosa rettale che determina la discesa delle emorroidi al di fuori del canale anale. Anche questa tecnica, come la precedente, non è risolutiva e i risultati non sono eccezionali ma la metodica è ben accetta dal paziente. Inoltre la tecnica rispetta assolutamente l’integrità del complesso sfinteriale anale, così importante ai fini della continenza fecale.

Intervento di emorroidi con metodo Longo

  • STITICHEZZA
  • EMORROIDI
  • DIARREA
  • DIVERTICOLI
  • RAGADI
  • FISTOLA PERIANALE
  • COLON IRRITABILE
  • COLITE
  • PROLASSO RETTALE
  • SANGUINAMENTO ANALE
  • PRURITO ANALE
  • INCONTINENZA ANALE
  • FECALOMA
  • STIPSI
  • TUMORE ANALE
  • TUMORE COLON
  • LAPAROCELE
  • CALCOLI COLECISTI
  • LAPAROCELE
  • CALCOLI COLECISTI

L’unica limitazione della tecnica sembra essere l’impossibilità di trattare la patologia emorroidaria associata a cospicuo prolasso, laddove occorre la rimozione dei tessuti.

vedi foto Suturatrice meccanica (stapler) circolare ”PPH” per intervento di Longo. A seconda della quantità di prolasso da asportare, il chirurgo, al tavolo operatorio, può optare per l’utilizzazione di una o due stapler (STARR) per raggiungere un lifting rettale ottimale. prolasso mucoso-rettale soggetto sottoposto a tecnica STARR post-operatoria Chirurgia classica L’intervento principe della chirurgia emorroidaria tradizionale è l’emorroidectomia secondo Milligan e Morgan. Le emorroidi, che possono essere sia interne che esterne, sono dilatazioni della rete vascolare che abbraccia il canale anale, con tendenza al prolasso e alle emorragie. Il che mi ha visitato vorrebbe eseguire l’intervento con un nuovo metodo, detto del prof. “longo”, perchè, datà l’entità non ancora esagerata delle vene, lo ritiene essere il modo migliore. Domanda del 23 novembre 2008 4 anni addietro sono stato operato con metodo longo.capita sporadicamente che al momento di asciugarmi dopo bide’, c’e’ qualche striatura di sangue. Come vedremo nel video di seguito, questa tecnica comporta la legatura e l’asportazione del tessuto in prolasso, in sostanza l’eliminazione delle emorroidi lasciando la ferita aperta. Per questo motivi spesso i tempi di guarigione dopo un intervento con tecnica Milligan Morgan possono essere lunghi (settimane, o mesi) e il decorso post-operatorio fastidioso e doloroso. Oltre al tipo di intervento subito, per essere più completo puoi indicare il grado di emorroidi, il livello di dolore, e quanto sei soddisfatto dei risultati.

Scelta della tecnica chirurgica

  • Dolore,
  • Pesantezza,
  • Perdite di sangue,
  • Prurito.

Intervento chirurgico per curare le emorroidi Alcune emorroidi non possono essere gestite con trattamenti ambulatoriali o rimedi naturali perché i sintomi persistono o se le emorroidi interne hanno prolassato.

Potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico se ci sono emorroidi grandi e sporgenti, emorroidi esterne con sintomi persistenti o emorroidi interne che ritornano nonostante la legatura elastica. L’intervento di Longo non rimuove le emorroidi, ma il tessuto di sostegno emorroidale debole e allungato che ha permesso il prolasso delle emorroidi verso il basso. Se le emorroidi sono lievi, si può evitare l’intervento chirurgico. Durante questa procedura viene fissato alla base dell’emorroide un dispositivo chirurgico, simile a un elastico, che interrompe la circolazione del sangue e fa cicatrizzare l’emorroide stessa. In genere, il tampone è rimosso dopo 4-5 ore. Controllare il resecato chirurgico, per accertarsi che la tecnica sia stata realizzata correttamente. La malattia emorroidaria può essere curata solo con intervento chirurgico quando il paziente ha un: 1. Questa tecnica può essere eseguita in anestesia generale o loco-regionale; dura 30-45 minuti ed è praticamente quasi indolore e, nella maggior parte dei casi, non insorgono complicanze. Il principio della tecnica è molto semplice ma allo stesso tempo rivoluzionario. Tutte le emorroidi che necessitano di terapia chirurgica possono essere trattate con questa tecnica.

Il metodo Longo per il trattamento delle emorroidi: in cosa consiste?

I due metodi però non sono equivalenti, anzi sono completamente diversi tra loro: , asportando la parte in eccesso del canale rettale e riposizionando quindi le emorroidi della loro sede naturale.

11.05.2010 Salve, sono un ragazzo di 20 anni, ho appena fatto una visita presso un proctologo a causa di emorroidi interne-esterne di terzo grado. Per rispondere Un medico italiano, Antonio Longo è il padre della tecnica chirurgica per la prolassectomia più innovativa degli ultimi due decenni. Come preparazione, è consigliabile eseguire, la mattina stessa dell’intervento, un clistere evacuativo, in maniera tale da pulire perfettamente l’ampolla rettale teatro dell’intervento chirurgico. Si introduce, come atto conclusivo, una piccola lunghetta di cotone che avrà una funzione emostatica ed al tempo stesso di spia per un eventuale sanguinamento post operatorio. Quali sono i vantaggi della tecnica POPS? Rai uno, programma Uno Mattina, Intervista al Prof. Antonio Longo. Altra tecnica è la copertura dell’orifizio interno con un “flap” di avanzamento, adeguatamente vascolarizzato.La guarigione delle ferite è un processo lento che può durare settimane o mesi. Esso viene utilizzato per i casi di emorroidi di II grado avanzato, di III grado e IV grado, oltre che nei casi di prolasso della mucosa rettale. Andiamo a vedere insieme in cosa consiste il metodo Longo per il trattamento delle emorroidi di II, III e IV grado.

Metodo Longo: le esperienze degli operati

Poiché l’intervento è effettuato all’interno del canale rettale, il dolore è molto limitato e la possibilità che insorgano delle recidive è particolarmente basso.

Il contro della operazione con questo metodo è rappresentato dall’elevata possibilità di sanguinamento che ne può conseguire. La preparazione all’intervento chirurgico per emorroidi caratterizza uno dei punti nevralgici del rapporto tra paziente e chirurgo. La firma apposta dal medico chirurgo e dal paziente sul consenso ne sanciscono l’accordo per comprensione e per l’accettazione sullo svolgimento dell’intervento chirurgico. Se si assumono anticoagulanti o farmaci specifici come la metformina per il diabete, bisogna sospenderne l’utilizzo almeno cinque giorni prima l’intervento chirurgico. Utile la rimozione di smalti alle unghie o di protesi che potrebbero danneggiare il paziente in corso di intervento chirurgico. Mi è stata prospettata la possibilità di effettuare un intervento con metodo Longo. chirurgico; a 6 mesi abbiano eseguito visita di controllo in 70 pazienti statisticamente significativa (p<0.05) a favore della tecnica di Longo si è avuta ad una settimana dall’intervento L’intervento di Longo consiste nell’asportazione di un cilindro di mucosa

INTERVENTO PROLASSO RETTALE – FASI OPERATORIE – TECNICA CHIRURGICA DELL’ELP

emorroidi di III e IV grado, da sottoporre ad intervento chirurgico.

ottenuti dalla tecnica secondo Longo sono legati al dall’intervento chirurgico non abbiamo evidenziato alcuna recidiva nella prolassectomia secondo Longo e Tale intervento ha una convalescenza particolarmente lunga, dalle 4 alle 6 settimane ed è inoltre molto doloroso, per questo è preferibile evitarlo a meno di emorroidi particolarmente gravi. La persistenza della sintomatologia e il notevole disconfort trovano il più delle volte soluzione con l’ intervento chirurgico. In genere, i pazienti sottoposti ad intervento di anopessi secondo Longo non necessitano di antidolorifici nel periodo post-operatorio ed anche la defecazione avviene senza dolore. Se talvolta è difficile intendersi sull’interpretazione degli stadi patologici della malattia emorroidaria, ci sembra più semplice definire il profilo del paziente ideale per questa nuova tecnica. I vantaggi della tecnica sono legati al rispetto di tutta la porzione sensibile del canale anale; zona cutanea, epitelio di transizione, cuscinetti emorroidari, e all’assenza di ferite chirurgiche. Se la morbilità della tecnica è comparabile a quella della chirurgia emorroidaria classica, le complicanze possono essere fastidiose ed eccezionalmente gravi. Eliminando l’apporto sanguigno sottomucoso alle emorroidi e resecando la mucosa in eccesso, l’intervento di Longo soddisfa ambedue i requisiti.

Intervento Emorroidi: i vantaggi della tecnica ELP

In Europa e nel mondo sono oltre 5.000.000 gli interventi realizzati anche se molti medici ritengono questa tecnica ancora iniziale e quindi da valutare.

Intervento di Longo – Intervento di Longo – Intervento di Longo – Intervento di Longo L’ Ultima Modifica è stata effettuata il 2/02/18 Non hai trovato quello che cercavi? La manometria anorettale può essere utilizzata per valutare la funzionalità degli sfinteri anali soprattutto in previsione di un intervento chirurgico riparativo. Un’altra tecnica utilizzata con successo è la “Délorme interna”: richiede delle buone capacità tecniche per la sua esecuzione ma i risultati sono assolutamente incoraggianti. La maggioranza dei pazienti, grazie all’intervento chirurgico, guarisce completamente o riferisce un significativo miglioramento dei sintomi. La prolassectomia muco-emorroidaria mediante suturatrice circolare (secondo Longo): presupposti, principi di tecnica, risultati e considerazioni (tecniche a confronto), dopo i primi 18 mesi di esperienza personale. Surgery, 62: 542-52, 19754) Longo A : Trattamento della malattia emorroidaria mediante correzione del prolasso mucoso rettale con suturatrice circolare: tecnica originale. Università Gemelli – Roma Il metodo THD è un trattamento chirurgico della patologia emorroidaria, alternativo rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali. LONGO MEDIANTE ANIMAZIONE 134 esperienze positive Hai subito un’operazione col metodo Longo? La nuova metodica associa la sezione del retto con uno strumento specifico (stapler) che taglia un anello e contemporaneamente unisce i due capi (tecnica di Longo, t. del paracadute, ecc.

Intervento Emorroidi: gli svantaggi della tecnica ELP

L’intervento del prolasso rettale prosegue poi con una tecnica di lifting endoluminale personalizzato che riporta nella norma sia la funzione che l’estetica ano-perineale.

Per approfondire la nuova tecnica chirurgica E.L.P per la cura delle emorroidi  clicca qui. Per avere maggiori informazioni sulla cura delle emorroidi e sulla nuova tecnica chirurgica dell’ELP non esitare a contattarmi. La formazione di coaguli di sangue nelle gambe si mostra di solito un paio di giorni dopo l’intervento chirurgico; essa causa gonfiore alla gamba e molto dolore . Alzarsi dal letto poco dopo l’intervento chirurgico può aiutare a diminuire il rischio. Alcuni dei rischi sono previsti in qualsiasi tipo di intervento chirurgico. La causa principale della malattia emorroidaria è il prolasso mucoso del retto (uno scivolamento dello strato superficiale su quello più profondo) che determina la fuoriuscita delle emorroidi verso l′orifizio anale. La chirurgia, sino a pochi anni orsono, si occupava dell′effetto e cioè asportando le emorroidi (intervento di emorroidectomia, molto doloroso e che può comportare l′insorgenza di recidive). L’emorroidopessi secondo Longo, nata nel 1993, non è una reale escissione delle emorroidi, ma un metodo per correggere il prolasso mucoso associato alle emorroidi. Il periodo di ricovero può variare da 24 ore a circa tre giorni a seconda del paziente, della tecnica utilizzata e della gravità della malattia.

Post longo: complicanze?

Chiusura della PPH e sezione del prolasso anteriore.Si ripete la stessa operazione sul prolasso posteriore.Risultato a fine intervento.

Intervento di DelormeLa tecnica consiste nella resezione della mucosa rettale circonferenzialmente separandola dallo strato muscolare sottostante. Se un malato ha anche piccole emorroidi esterne oltre a quelli interni, può essere meno difficile dopo questo tipo di trattamento chirurgico. I sintomi delle emorroidi possono essere diversi: sanguinamento con sangue rosso vivo, dolore, sensazione di prurito anale, secrezioni tipo muco, sensazione di corpo estraneo che impegna il canale anale. Generalmente queste procedure sono eseguite in coloro che presentano emorroidi di modesta entità e in chi preferisce non eseguire o differire l’intervento chirurgico. E’ importante informare il paziente della possibilità di applicare l’una o l’altra tecnica precedentemente illustrata durante le precedenti visite, spiegando la motivazione finale della scelta. Abbiamo ottenuto il 100% di cura della ragade, operando contemporaneamente il prolasso emorroidario ed il prolasso rettale interno con tecnica STARR. Si tratta di una tecnica indolore mini-invasiva che, attraverso l’orifizio anale, mediante uno strumento creato apposta, asporta il prolasso rettale interno. Il trattamento chirurgico della ragade anale Il trattamento chirurgico è indicato esclusivamente nelle ragadi anali croniche, ovvero dopo eventuale fallimento del trattamento medico di almeno 30 giorni. La presenza di una ferita chirurgica aperta (tecnica di Milligan-Morgan) o chiusa (tecnica di Fergusson) a livello del canale anale rende questo intervento doloroso e per questo temuto dai pazienti.

Emorroidi esterne dopo int longo con stapler

L’assenza di ferite chirurgiche a livello del canale anale, riccamente innervato da fibre sensitive, rende questo intervento meno doloroso rispetto alle tecniche tradizionale di escissione delle emorroidi.

Il trattamento chirurgico della patologia del prolasso emorroidario prevede: È un’ulcera sottoforma di fissurazione dolorosa della mucosa del canale anale solitamente dovuta ad ipertono sfinteriale. Per il III°, IV° grado e per il prolasso rettale, l’intervento chirurgico rappresenta l’unica soluzione. Leggi le opinioni dei pazienti operati: Vuoi conoscere le opinioni dei pazienti già operati e avere informazioni sul decorso post operatorio? Anche le emorroidi di IV grado, non riducibili manualmente, ma riducibili durante l’intervento, sotto anestesia, possono trovare indicazioni. due settimane fa mi sono operato di emorroidi secondo la tecnica longo, per la precisione la diagnosi era: “emorroidi di terzo grado con prolasso mucoso”. In questi giorni sto cercando di capire quale sia la causa di questo sanguinamento, aspettando la prossima settimana per la visita chirurgica e analisi del sangue. Per rispondere 28.03.2014 Sono stata sottoposta ad un intervento per emorroidi di tipo esterno con il metodo Longo con Stapler in anestesia epidurale .Grazie alla Dottt. Se soffri di emorroidi, ragadi, incontinenza, perdite di sangue, fistole, ascessi, neoformazioni o prolassi è bene effettuare una visita. Tale intervento blocca l’afflusso di sangue responsabile del rigonfiamento delle emorroidi e laddove necessario, riposiziona i cuscinetti nella loro sede naturale;

Tecnica PPH o metodo Longo

La crioterapia non viene considerata una tecnica adeguata per la cura delle emorroidi dalle società colonproctologiche italiane SICCR e SIUCP in quanto non ha dimostrato risultati duraturi.

Antonio Longo nel 1993 e si fonda sul concetto che le emorroidi sono presenti normalmente nel nostro corpo ed è importante cercare di preservarne le funzioni biologiche. L’intervento è indicato per emorroidi interne di 3° grado e per i prolassi di 2° e 3° grado della mucosa rettale. La dearterializzzione emorroidaria è una tecnica recente che non rimuove il tessuto emorroidario ed i punti di sutura sono applicati in una zona insensibile al dolore. L’emorroidectomia è un intervento molto serio e deve essere ben compreso (specialmente i rischi e gli effetti collaterali) prima di decidere di sottoporsi a questo tipo di operazione.